Quante volte vi siete chiesti se il vostro interlocutore abbia realmente compreso ciò che state cercando di trasmettergli? Capire se la persona con cui state parlando o alla quale state spiegando qualcosa abbia appreso il messaggio è molto difficile eppure, secondo la scienza, basterebbe uno sguardo.

Secondo uno studio condotto dal CIMeC di Rovereto (Centro Mente Cervello dell’Università di Trento), basterebbe uno sguardo per decodificare l'apprendimento del nostro interlocutore. Vi sembra fantascienza? Vediamo insieme come poter misurare la capacità di attenzione e assimilazione attraverso gli occhi e gli scenari applicativi di questa ricerca.

L'esperimento del CIMeC

Sono due ricercatori del CIMeC i firmatari dello studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Vision: Giuseppe Notaro e Uri Hasson. I sensi, le emozioni, lo stato d'animo, le aspettative personali sono fattori in grado di trasformare la percezione del messaggio dell'interlocutore. I movimenti anticipatori, come quelli degli occhi però, non sembrano invece essere influenzati in modo importante dall'ambiente circostante.

É stato dunque condotto un esperimento di monitoraggio con l'ausilio di dispositivi avanzati denominati eye tracker. Grazie a questi strumenti è risultato possibile controllare dove le persone rivolgevano effettivamente il loro sguardo e osservare i movimenti inconsapevoli degli occhi. I 21 volontari che si sono sottoposti a questo test, hanno quindi visionato una serie di immagini a destra e a sinistra del loro campo visivo secondo alcuni schemi prevedibili. Il risultato? Gli occhi si muovevano anticipando istintivamente il movimento verso il punto in cui il soggetto si aspettava che comparisse l'immagine successiva.

catturare lo stato cognitivo nel movimento degli occhi

É possibile osservare il movimento inconsapevole degli occhi, che riflettono la capacità del cervello di apprendere.

Questi segnali anticipatori consentono di misurare con precisione la capacità di attenzione e apprendimento di un soggetto e di catturare uno stato cognitivo prima ancora di ricevere una reazione ‘consueta’, come una risposta a voce, un gesto del capo o un clic su un pulsante. Diventa dunque prevedibile la risposta del nostro interlocutore, in quanto il cervello, una volta appresa l'informazione, gioca d'anticipo.

Gli scenari applicativi

Questa ricerca apre nuovi scenari applicativi soprattutto in ambito sanitario ed educativo e nello studio dell'apprendimento in persone che potrebbero avere difficoltà nel manifestare riscontri, come per esempio soggetti autistici, con deficit di attenzione e comunicazione o anche semplicemente nei bambini molto piccoli. In tutti questi casi, misurare il grado di attenzione risulta complicato. Lo studio del CIMeC offre invece la possibilità di osservare il movimento inconsapevole degli occhi e di comprendere la capacità del cervello di assimilare le informazioni trasmesse.

Si tratta di un tema di studio che desta molto interesse trasversalmente non soltanto nella comunità scientifica e che va a toccare, nelle sue evoluzioni e applicazioni, ambiti molto vicini alla nostra vita quotidiana. Basti pensare ai grandi investimenti che vengono fatti sul web e nella pubblicità per indagare le nostre opinioni e i nostri futuri comportamenti d’acquisto basandosi sui nostri movimenti oculari.

Le app per smartphone in grado di tracciare i movimenti degli occhi e altri simili strumenti portatili aumentano la possibilità di alterare il processo decisionale degli individui a distanza. Se state facendo shopping online, qualcuno potrebbe influenzare la vostra decisione offrendovi la spedizione gratuita proprio nel momento in cui spostate lo sguardo su un certo prodotto.

Quindi, i movimenti degli occhi possono rivelare, ma anche influenzare, le nostre funzioni cognitive superiori, come la memoria e il processo decisionale, portando allo scoperto pensieri e desideri.